Milano, sabato 17 maggio 2014. Seconda giornata di gare al PalaBadminton di via Cimabue a Milano dove sono in corso di svolgimento i Campionati Nazionali Universitari 2014. Ben 19 i match in programma suddivisi in 12 maschili e 7 femminili. I pronostici sono stati sostanzialmente rispettati. Per la Lombardia era impegnato solo il milanese Giulio Zito nella semifinale dei 69 kg. Oltre agli atleti impegnati sul ring, la Lombardia schiera come arbitri/giudici Sabina Premoli ed Eros Rozza che, fin qui, si sono sempre ben comportati. Tutti i match si sono svolti sotto lo sguardo attento del presidente federale Alberto Brasca e della presidentessa del comitato lombardo, la signora Luisella Colombi.  

56 kg uomini. Due match diversi ma entrambi senza storia. Nel primo, il campano Alessandro D’Ambrosio ha condotto senza patemi il confronto che lo vedeva opposto all’abruzzese D’Amato. Più precise le combinazioni del salernitano che vince con verdetto unanime. E’, da subito, battaglia nel match tra Nucci e Tiberi. E’ impressionante il ritmo che Nucci, campione universitario in carica, imprime alla sfida. Possibile che ci sia stato uno scontro di teste dal quale esce malconcio Tiberi con un gonfiore molto pronunciato sopra l’occhio sinistro. La vittoria dell’abruzzese è per KOT-Injury.

60 kg uomini. Parte bene il guardia destra Paracolli usando con efficacia il destro di sbarramento. L’abruzzese Caramanico si affida ai ganci che diventano via via più incisivi con il passare dei minuti. Bell’incontro, difficile da giudicare. Vince di misura Caramanico.

Parte a razzo il sardo Erre che fa contare Nicodemo grazie ad un poderoso destro. La potenza del sassarese si fa sentire e fa la differenza anche se Nicodemo recupera terreno ed arriva ad un passo dall’agguantare nel punteggio il rivale.

64 kg uomini. Prova di forza del laziale Alessandro Mazzali che aveva eliminato il lombardo Calì. Un atterramento, un conteggio, un richiamo ufficiale al sassarese Mulargia ed un paradenti che vola facilmente evidenziano lo strapotere del romano. Cartellini unanimi con cinque punti a suo vantaggio.

Apparivano come i favoriti di categoria Zingaro ed Ambrosi che si sono affrontati in un derby romano e di ateneo (La Sapienza di Roma). Più lineare Ambrosi, più intraprendente Zingaro ma le fasi di leggero predominio si alternano. Corretto il verdetto di misura per Zingaro.

69 kg uomini. Il campano Mariano D’Ambrosio ed il ligure Porcu cambiano spesso guardia per disorientare l’avversario. Il match è equilibrato nei primi due round dove Porcu si fa leggermente preferire per una scherma più pulita. Nel terzo round, con i due pugili stanchi, il ligure fa un importante break arrivando a segno con ganci destri e sinistri. Il verdetto, col quale non siamo d’accordo, esprime la vittoria per D’Ambrosio, addirittura con 30 a 27 per un giudice. Pacate e giustificate proteste da parte del team ligure.

Nell’altra semifinale c’è un favorito d’obbligo ed è il calabrese Dario Morello opposto al laziale Artino. L’ex campione italiano non entusiasma ma controlla l’avversario e conduce il match in suo favore.

75 kg uomini. Si affrontano il pugliese Luca Capuano ed il veneto Tiozzo. Il favorito Capuano, già campione italiano, non offre spunti spettacolari ma bada al sodo e vince nettamente il confronto pur badando a non forzare.

Nella seconda semifinale, il milanese Giulio Zito si trova di fronte un osso veramente duro, l’albanese/marchigiano Karadaku, vincitore del nostro Sevostianov. Il 21enne del Cus Urbino non si smentisce e viene avanti incessantemente per nove minuti pur subendo la maggior varietà di colpi di Zito. Il pugile di Pomè dà però il meglio di sé offrendo un campionario di colpi degni di un manuale della boxe: schivate, movimenti del tronco, colpi portati indietreggiando, montanti. I suoi amici lo incitano e lo applaudono, se lo merita. Al termine di uno dei match più belli di questi campionati, vince Zito con giudizio unanime anche se meravigliano due cartellini che hanno assegnato il secondo round al pur bravo Karadaku.

81 kg uomini. Il nazionale Simone Fiori è il favorito per la vittoria finale. Il siciliano Mezzatesta ci prova ma trova un muro nella maggiore esperienza del romano che mette i colpi miglior senza strafare e mostra l’ottimo e già conosciuto gioco di gambe.

Più combattuta la seconda semifinale tra il romano Nodaro ed il cosentino Lavitola. Il calabrese si impossessa del centro del ring ma l’avversario ribatte colpo su colpo. Dopo una testata ricevuta, Lavitola si scatena nella sua azione e si prende un minimo vantaggio che lo porta alla vittoria.

51 kg donne. Poca esperienza sul ring per la pisana Bandelli (solo 3 match in carriera) e la torinese Noveri. Quest’ultima, più alta, impone la sua boxe anche se non si sono viste fasi eclatanti e colpi particolarmente significativi.

In finale, la Noveri troverà la romana Francesca Grubissich che ha mantenuto l’iniziativa ed ha vinto senza patemi d’animo contro l’abruzzese Massimiani, già soddisfatta per la sua vittoria di ieri sulla cremasca Nichetti. Pur facendo confusione in alcune azioni d’attacco, la romana vince all’unanimità.

54 kg donne. Tra Eva Magno e Serena Summa, il match è già scritto. La campionessa italiana e tre volte campionessa universitaria fa il minimo indispensabile per guadagnarsi l’accesso alla finale. Il confronto non è spettacolare per la disparità di valori presente sul ring. La marchigiana non ha nulla da rimproverarsi.

Più combattuta la seconda semifinale tra Martina Pietrolungo e la longilinea Delaurenti. Dopo un primo round di studio, che ha visto un lieve vantaggio della romana, il match è entrato nel vivo. Pur mantenendo il centro del ring, la torinese non riesce a trovare il giusto varco. Dal terzo round, la musica cambia e l’atleta di Furlan si scatena trovando il bersaglio in più di un’occasione. Un richiamo ufficiale, per uso della testa, alla Pietrolungo non lascia dubbi per la vittoria finale della Delaurenti. Incredibile un cartellino che assegna tutte le riprese alla romana (39 a 35 in virtù del richiamo altrimenti sarebbe stato 40 a 35).

57 kg donne. Enorme divario tecnico e di esperienza tra Dorota Kusiak e Majorie Bausone. Non bisogna lasciarsi ingannare dalla bellezza e dall’eleganza della polacca residente a Ferrara perché va apprezzata soprattutto la sua bravura nello stare sul ring. Il cuore della piemontese, nata a Vigevano, non basta a sovvertire pronostico ed esito del match.

Quindici incontri totali in carriera per la Geraci e la Chiariello. La siciliana è più aggressiva ed arriva più spesso a segno. Un richiamo ufficiale alla Chiariello rende ancora più severo lo score finale favorevole alla palermitana.

64 kg donne. In passato l’avevamo definita “Miss Eleganza”, titolo in cui potrebbe insidiarla la Kusiak. E’ Laura Passatore, allieva del tecnico Dino Orso a Torino. La sua avversaria Jessica Palmieri, 21enne allieva di Brillantino, ha solo quattro match nel suo palmares. La Passatore prova il suo gioco di gambe e qualche combinazione che potrebbe esserle utile in finale. La sua vittoria non è mai in discussione.

Domenica 18 maggio alle 14:30 inizieranno le 8 finali maschili e le 6 femminili. La FPI trasmetterà in diretta tutti gli incontri in streaming dal suo sito proponendo in tempo reale il live score, utile per seguire meglio l’andamento degli incontri. Nelle finali, a Giulio Zito, si aggiungeranno altri due atleti lombardi che non hanno disputato i turni preliminari. Tra le donne, al limite dei 64 kg, Marta Ripamonti (Bergamo Boxe) affronterà Laura Passatore mentre il peso massimo (91 kg) Karim Salem (Testudo Scuola di Pugilato) contenderà il titolo a Virgilio Vinciguerra.

Sabato 17 maggio – Risultati delle semifinali

Uomini

56 kg: Alessandro D’Ambrosio (Cus Salerno, CP) V/3-0 Ludovico D’Amato (Cus Chieti Pescara, AB); Daniele Nucci (Cus Chieti Pescara, AB) V/KOT-I 1 Davide Tiberi (Cus Viterbo, LZ)

60 kg: Patrizio Caramanico (Cus L’Aquila, AB) V/2-1 Danilo Paracolli (Cus Bari, PL); Antonio Cristian Erre (Cus Sassari, SA) V/2-1 Gianluca Nicodemo (Cus Firenze, TS)

64kg: Alessandro Mazzali (Cus Roma Tor Vergata, LZ) V/3-0 Samuele Mulargia (Cus Sassari, SA); Ennio Zingaro (Cus Roma Sapienza, LZ) V/2-1 Marco Ambrosi (Cus Roma Sapienza, LZ)

69 kg: Mariano D’Ambrosio (Cus Salerno, CP) V/2-1 Luis Valerio Porcu (Cus Genova, LG); Dario Morello (Cus Benevento, CL) V/3-0 Angelo Artino (Cus Roma Foro Italico, LZ)

75 kg: Luca Capuano (Cus Perugia, PL) V/3-0 Andrea Tiozzo (Cus Padova, VE); Giulio Zito (Cus Milano, LB) V/3-0 Bexhet Karadaku (Cus Urbino, MC)

81 kg: Simone Fiori (Cus Roma Tor Vergata, LZ) V/3-0 Sergio Mezzatesta (Cus Palermo, SC); Antonio Lavitola (Cus Cosenza, CL) V/2-1 Edoardo Nodaro (Cus Roma Tre, LZ)

Donne

51 kg: Silvia Noveri (Cus Torino, PM) V/3-0; Serena Bandelli (Cus Pisa, TS); Francesca Grubissich (Cus Roma Sapienza, LZ) V/3-0 Loredana Massimiani (Cus L’Aquila, AB)

54 kg: Eva Magno (Cus Bari, PL) V/3-0 Serena Summa (Cus Ancona, MC); Arianna Giulia Delaurenti (Cus Torino, PM) V/2-1 Martina Pietrolungo (Cus Roma Tre, LZ)

57 kg: Dorota Kusiak (Cus Ferrara, EM) V/3-0 Majorie Bausone (Cus Torino, PM); Verdiana Geraci (Cus Palermo, SC) V/3-0 Silvestra Chiariello (Cus Napoli, CP)

64 kg: Laura Passatore (Cus Novara, PM) V/3-0 Jessica Palmieri (Cus Caserta, CP)

Demetrio Romanò